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Notizie

Gli uccelli migratori sono animali straordinari, capaci di percorrere migliaia di chilometri per proteggere il futuro della propria specie.


Ogni birdwatcher o cacciatore sa che la migrazione è il momento migliore per vedere specie rare o inusuali che passano in luoghi dove non si possono trovare durante l'accoppiamento o in inverno. Ecco alcune curiosità che ti sorprenderanno.

Cosa significa "migratore"?

Il termine scientifico migratore viene dal latino “migro” che vuol dire trasferirsi e si riferisce a quegli gli uccelli che durante l'anno cambiano cambiano abitualmente la loro posizione geografica, si tratta di un grande viaggio attraverso luoghi, paesaggi e climi diversi.
La migrazione è davvero uno spettacolo per tutti. 

Cosa fanno gli uccelli prima di partire?

Prima di migrare molti uccelli entrano in uno stato detto “iperfagia” durante il quale possono aumentare drasticamente di peso, ingrassando per prepararsi al lungo viaggio. Alcune specie possono arrivare a raddoppiare il peso del loro corpo in una sola settimana.

Quanto dura il viaggio di un migratore?

Il tempo che serve ad un uccello per completare la sua migrazione può andare da una settimana a quattro mesi. Questo dipende dal tragitto, dalla velocità del volo, dalle pause lungo il viaggio. Ad esempio gli uccelli che migrano più tardi nella stagione di solito sono più veloci degli esemplari della stessa specie che partono prima.

Volano di notte o di giorno?

Falchi, rondoni e rondini migrano principalmente durante il giorno mentre molti altri uccelli come l'allodola ad esempio, scelgono di spostarsi di notte per evitare i predatori, come i rapaci. L'aria fresca della notte rende il volo molto più facile, ma anche viaggiare con il sole ha i suoi vantaggi, si possono sfruttare le correnti di aria calda per lasciarsi trasportare.

È vero che seguono le stelle?

Molti uccelli migratori usano le stelle per orientarsi. Non è una leggenda metropolitana, ma una realtà scientifica dimostrata da diversi studi che hanno evidenziato anche come il volo sia influenzato anche dal campo magnetico terrestre.

Quanti chilometri possono coprire in un giorno?

Gli uccelli migratori possono volare dai 20 ai 1000 chilometri al giorno durante il periodo della migrazione. Questo dipende dal tragittto e dalla possibilità di fermarsi. La velocità di viaggio dei migratori viaggia tra le 15 e gli 80 km all'ora. La velocità dipende in buona parte dalle condizioni climatiche, dal vento e dalle correnti ascensionali.

Perché migrano in autunno e in primavera?

I picchi annuali della migrazione sono primavera e autunno, ma in realtà gli uccelli migrano 365 giorni all'anno. Il periodo effettivo di migrazione dipende da vari fattori come la specie, la distanza di migrazione, la velocità di spostamento, il tragitto da compiere, i cambiamenti climatici e la disponibilità di cibo.

Ci sono specie che viaggiano oltre l'oceano?

Certamente: esistono migratori transoceanici, cioè uccelli che si spostano lungo rotte che attraversano l'oceano. Queste specie possono stare anche 100 ore in volo prima di toccare terra.

Come si riconosce un uccello migratore?

Molti uccelli migratori hanno ali più lunghe e più affusolate dei migratori parziali o delle specie che non migrano. Questa struttura alare più areodinamica gli permettere di essere più veloci, risparmiare energie e volare con più facilità.

Vediamo alcune utili informazioni sulla caccia alle anatre per rendere la vita più facile a va in cerca di questi uccelli acquatici.

Ogni cacciatore che è andato a caccia alle anatre può affermare che questo tipo di caccia può creare dipendenza. Effettivamente la caccia alle anatre può realmente creare una piacevole dipendenza, visto la grande soddisfazione raccolta ad ogni fine battuta. Vogliamo raccogliere qualche piccola informazione per la caccia alle anatre e qualche utile video.

Nella pratica della caccia alle anatre ci sono 3/4 elementi fondamentali da tenere presenti per arrivare un buon bottino: La presenza del vento, La pioggia, La presenza di alimenti e la presenza di altri cacciatori nelle vicinanze.  

Se ti interessa anche la caccia alla beccaccia leggi questo articolo    In caso di vento forte le anatre sono costrette a volare basse ed avvicinarsi alla riva rendendo facile il compito del cacciatore. I questo caso il cacciatore si trova proprio davanti l’anatra e il tiro risulta molto facile e ravvicinato. La caccia alle anatre richiede una conoscenza del volatile e necessita di spostamenti ogni volta che si va in cerca.

Se ci leghiamo sempre allo stesso capanno avremo di fronte sempre la stessa zona ma le condizioni climatiche e ambientale potrebbero cambiare con il conseguente spostamento dell’uccello acquatico. Mettere in conto di spostarsi è una buona pratica. Alcuni utilizzano anche un canosino per spostarsi nei laghetti ma chiaramente non è così comodo portarselo dietro a spalla.

La costruzione del capanno per la caccia alle anatre è fondamentale. Le anatre sono uccelli acquatici molto intelligenti e si accorgono facilmente della presenza dei cacciatori; il primo indizio è sicuramente un capanno mal costruito. I capanni di plastica sono sicuramente i peggiori. quando sono bagnati luccicano e insospettiscono l’anatra mentre quando tira vento fanno molta confusione allontanando qualsiasi uccello acquatico nei dintorni.

I migliori capanni sono quelli ricoperti con un telo mimetico e rifiniti con erbacce e rametti. Le anatre sono animali molto coriacei, quindi si consiglia l’utilizzo di cartucce potenti per evitare di veder scappare l’uccello dopo essere stato colpito. In ultimo parliamo del cane da riporto. Nella caccia alle anatre è indispensabile e sono necessarie caratteristiche come le seguenti: un buon nuotatore, buona vista, resistenza al freddo.

I più adatti sono il Labrador, il Golden Retriever e il Chesapeake. In questa sezione abbiamo tutti i prodotti adatti alla caccia alle anatre. In ultimo mettiamo qualche video esempio di caccia alle anatre nei vari paesi del mondo come la Macedonia, La Romania e sulle rive de Danubio.  

Video di caccia alle anatre in Romania    

Video di caccia alle anatre in Macedonia  

Video di Caccia alle anatre sulle rive del danubio  

In Toscana è stato dato il via libera ad un piano triennale per l’abbattimento del cinghiale e del capriolo, animali che stanno crescendo senza controllo e minano la produzione agricola locale.


Riportiamo qua sotto i 10 punti fondamentali della delibera che abbiamo preso al Tirreno in data 04 febbraio 2016

1. DUE TIPI DI AREE DI CACCIA AL CINGHIALE IN TOSCANA

Dall’entrata in vigore della legge la Regione si prende 90 giorni di tempo per definire un piano faunistico venatorio dove saranno individuati nuovi confini delle aree vocate e delle aree non vocate. Le aree vocate sono quelle porzioni di territorio destinate ad una gestione conservativa di una o più specie di ungulati. In queste zone il numero dei cinghiali non può superare i 2,5 soggetti ogni 100 ettari alla chiusura della stagione venatoria.
Mentre le aree non vocate sono tutte quelle superfici agricole danneggiate o potenzialmente danneggiabili dagli ungulati. In queste zone la gestione della specie non mira alla conservazione e l’intervento si rende necessario per limitare i danni.

2. NELLE AREE NON VOCATE
 
Ogni anno la giunta regionale dovrà approvare un piano di prelievo selettivo “a scalare” per le aree non vocate minacciate dagli ungulati. Inoltre, dopo 30 giorni dalla sua entrata in vigore la legge prevede che per daino, cervo capriolo e muflone il piano di prelievo sia definito stabilendo che la densità della popolazione da cacciare sia pari al 70 per cento di quella media censita l’anno prima nelle aree vocate confinanti. Invece, per i cinghiali - molto più numerosi - il piano di prelievo si calcola considerando come consistenza delle popolazioni la media delle densità di abbattimento ottenuta l’anno prima nelle aree vocate confinanti.

3. QUANDO SI CACCIA
 
La giunta regionale, previo parere dell’Ispra, approva ogni anno il calendario venatorio per le aree non vocate indicando i periodi e gli orari di caccia. Allo scopo di prevenirli, la Regione terrà di conto dei periodi dell’anno in cui si manifestano maggiormente i danni da ungulati.

4. COME SI CACCIA
 
La caccia al cinghiale in toscana deve avvenire con assegnazione “a scalare” ed esclusivamente da appostamento e non “alla cerca” né con l’utilizzo di cani (salvo quelli utilizzati per il recupero dei capi feriti). Si utilizzano armi a canna rigata, dotata di ottica o mediante arco da almeno 40 libbre di potenza per il prelievo del capriolo e 50 libbre di potenza per le altre specie. L’accesso al punto di tiro deve avvenire con arma scarica e in custodia. Gli appostamenti vengono scelti dal cacciatore all’interno dell’area di prelievo definita dall’Atc.

5. CHI PUO’ CACCIARE
 
Nelle aree non vocate, suddivise in settori di prelievo, possono partecipare alle battute gli iscritti all’Atc un possesso di abilitazione per le specie di riferimento, i proprietari del fondi agricoli iscritti all’Atc e, nei territori di competenza, i titolari e gli ospiti delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende agrituristica-venatorie in possesso di abilitazione o accompagnati da personale abilitato. I cacciatori debbono indossare abiti ad alta visibilità.

6. DEROGHE PER IL CINGHIALE
 
Per il cinghiale, solo nelle aree non vocate e nei periodi e negli orari stabiliti dalla Regione, è consentita la caccia in forma singola “alla cerca” o con la tecnica “della girata” secondo i modi stabiliti dall’Ispra.
 
7. INTERVENTI DI CONTROLLO
 
Se i danni alle colture e ai terreni permanessero, la Regione, previo parere dell’Ispra e in presenza di una documentazione attendibile, oltre ai metodi “ecologici” si impegna ad approvare piani di controllo con validità triennale che prevedano l’uso di attuativi, fari e luci, tecniche di caccia basate sull’aspetto.
 
8. CACCIA NELLE AREE VOCATE
 
Nelle aree vocate la presenza degli ungulati viene mantenuta ed è a carico dei gestori di tali zone. I piani di caccia sono regolati nel rispetto del calendario venatorio (articolo 7 legge regionale 10/2002).
 
9. VALORIZZARE LA CARNE
 
Entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge gli Ambiti territoriali di caccia dovranno realizzare (a proprie spese) almeno un centro di sosta ogni 2.500 ungulati abbattuti. I centri di sosta devono essere a disposizione dei cacciatori. Le Atc dovranno anche predisporre degli accordi specifici con i centri di lavorazione delle carni per la cessione dei capi cacciati.
 
10. LE MULTE
 
Per ogni capo di muflone, cinghiale, cervo, daino e capriolo abbattuto per chi non è in regola è prevista una multa che varia da 1.030 a 6.180 euro.

Le tecniche di caccia all allodola sono la classica di appostamento o quella volante, prevede un capanno, spesso temporaneo, l utilizzo di specchietti, richiami vivi, zimbelli e fischietti.

 
 
Il periodo di caccia all’allodola in Italia va dalla terza settimana di settembre fino al 31 dicembre, date che possono variare in altri paesi europei. 

Le Caratteristiche dell’allodola
Per vedere tutte le caratteristiche di questo volatile vi consiglio di leggere l’articolo “Le caratteristiche dell allodola


Dove si trova
L’allodola si trova spesso e volentieri in campi aperti o campi vicini ad arbusti bassi. Arati stoppare, prati tagliati freschi sono l’habitat preferito dal volatile. In genere non amano molto i terreni bagnati.

Periodi di caccia
Il miglior periodo per la caccia all’allodola va dalla metà di settembre fino ai primi di novembre 
 
 
Tecnica di Caccia all’allodola di appostamento
Le allodola sono attirate da specchietti o altri oggetti brillanti, che difatti vengono utilizzati molto spesso dai cacciatori. Un altro strumento utilizzato è proprio lo zimbello, ma per regolamento non può essere accesso. Bensì può essere utilizzato a fiato. Anche lo zimbello vivo può essere utilizzato per attirare l’allodola all’interno del campo di tiro.

Nel mezzo del capo aperto viene allestita una tesa ben mimetizzata con i teli adatti. Alcuni utilizzano anche capanni temporanei che vengono eretti lungo la linea di affilo. E’ consigliabile impostare la linea di tiro tenendosi il sole alle spalle così da non esserne accecati.

I richiami, come gli zimbelli, devono essere sparsi davanti alla tesa. Lo zimbello è il richiamo a cui l’allodola crede maggiormente tendendosi ad avvicinare senza timore. In genere l’allodola tende a planare in direzione del richiamo che si trova, se ben posizionato, proprio davanti alla tesa e quindi davanti ai vostri occhi.

Trovandosi la tesa o il capanno in spazi aperti l’abbigliamento completamente mimetico risulta necessario. L’allodola è un volatile molto furbo e tiene sempre l’attenzione molto elevata.

Per individuare il nido delle allodole, che si trova quasi sempre a terra ben mimetizzato con l’erba circostante, basta seguire il maschio. Lo vedrete scendere in picchiata fino a vari metri di distanza dal nido per poi proseguire a “piedi” fino alla meta. utilizza questo metodo per confondere i predatori e proteggere il proprio nido.


Tecnica di caccia all’allodola vagante
In questa seconda tecnica di caccia all’allodola si avranno sicuramente meno occasioni di tiro ma, essendo più difficile, anche maggiori soddisfazioni per gli obiettivi centrati.

Si cammina nei campi facendo attenzione a non produrre troppi rumori o fruscii e si attende che l’allodola si alzi in volo. Generalmente il volatile si alza con uno scatto molto netto e tende a fare evoluzione aeree per far perdere le proprie tracce e guadagnare metri verso l’alto. Appena si alza dal terreno l’allodola elettro un “crio”.

Il volo che viene spiccato dall’uccello è sempre controvento; questo la aiuta a prendere quota velocemente e compiere improvvisi cambi di direzione e picchiate.

Utilizzando questa tecnica bisogna procedere dando le spalle al sole per evitare di esserne accecati al momento della mira.
Alcune volte capita che l’allodola attenda il passaggio del cacciatore per alzarsi in volo. In questo caso è obbligatorio girarsi e, nel caso di belle giornate, ritrovarsi a prendere la mira con il sole fisso negli occhi. 

In questo caso può essere utilizzato il fischietto; Bisogno emettere il “crio crio” quando si allontanano e il “pio pio” quando si avvicinano. 

E’ necessario ricordarsi bene il punto in cui cade il volatile, oppure utilizzare un cane da riporto. Se l’allodola dovesse essere ferita la probabilità di perderla si alza, poiché tendono ad andare a trovare rifugio per non farsi vedere mentre muoiono.

La scelta, l’allevamento e la cura dei richiami è una parte altrettanto fondamentale della vita del cacciatore migratorista  
 
 
Caratteristiche fucile
I calibri 12 saranno preferibili, i 20 accettabili a patto che non si usino canne troppo corte. Le strozzature potranno variare dalle 3  per i calibri 12 alle 2 o 1 stella per i più piccoli. 
Nella caccia da appostamento i semiautomatici potranno dare qualche occasione in più in caso di branchi di allodole in curata oppure da non sottovalutare anche il terzo colpo per finire e recuperare selvatici feriti che difficilmente potrebbero essere recuperabili. 

Munizioni
Nelle cacce di appostamento con un calibro 12 si potrà scendere anche a dosi di 28-30 grammi di piombo 22 per il calibro 20 preferibilmente del numero 11 o 12 senza contenitore che consentono rosate ampie e compatte. 
Nella caccia al frullo, magari anche su selvatici smaliziati che si alzeranno con vento a favore al limite della portata, sarà bene non scendere sotto i 32 o anche 34 grammi di piombo in calibro 12 del numero 10 o 9 e nel calibro 20 cariche non inferiori a 26-28 grammi. 

Le allodole sono uccelli che formano il proprio nido nelle depressioni del terreno, hanno ali molto grandi con un corpo di appena 16-18 cm


Nome scientifico
Alauda arvensis
famiglia degli Alaudidi

Nome Comune
Allodola

Lunghezza
16-18cm

Peso
35-45 gr

Colore
La testa e dorso sono di colore marroncino scuro,con parti terminali delle piume fulvi; il petto e’ praticamente bianco con una leggera tendenza  al crema, con sporadiche macchie castane che, molto intense sul collo e gola vanno poi sfumando.
Le piume del groppone sono grigio-castano e in testa le piume,sono leggermente rialzate,becco color crema con attaccature giallognole.


Sesso
Il Maschio e la femmina sono difficilmente distinguibili;  il maschio è leggermente più grosso ma è molto difficile da individuare ad occhio nudo.
Il maschio si distingue dalla gola piatta , dalle dimensioni dello sperone molto piu’ lunghe rispetto alla femmina e da una macchia nera al centro della coda.
I maschi iniziano il canto appena le femmine vanno in estro, all’allungarsi delle giornate e all’innalzarsi delle temperature, e i maschi iniziano il canto. Questo è il metodo più facile per riconoscerli

Abitudini
L’allodola è un uccello gregario e forma piccoli branchi, ha un volo molto possente possente e ondulato. In genere alterna battiti d'ala a chiusure d'ala. 
Si porta spesso ad un’altezza di circa 100 metri per scendere in picchiata ad ali chiuse verso il terreno.
quando si trova a terra cammina e saltella tenendo il corpo sempre orizzontale

Cibo
Le allodole sono uccelli granivori anche se non disdegnano insetti e larve.
Amano particolarmente semi, vegetali (semi, germogli, foglie) e arricchiscono la loro dieta con insetti soprattutto durante il periodo riproduttivo. 
Piccola curiosità, in primavera le allodole si cibano di germogli di cicuta, pianta velenosa per l’uomo.

Zone riproduttive
Le zone riproduttive delle allodole sono principalmente in Europa settentrionale e in Asia. Nel tempo si sono sposate anche verso l’Africa settentrionale.
Dalle Azzorre all’ Inghilterra,dall’Europa alla Siberia dall’Afganistan all’Iran al Nord Africa alla Turchia.


Riproduzione
La femmina di allodola per ben 3 volte, tra marzo ed agosto, depone dalle 3 alle 6 uova di colore grigio-biancastre picchiettate di marrone-verdino e macchiettate di bruno e le cova per circa 2 settimane.
I piccoli sono di colore giallognolo e rimangono insieme alla mamma per circa 10 giorni, dopodiché si avventurano nell’erba circostante prima di prendere il volo.

Nido
Le allodole fanno il nido nelle depressioni del terreno. Il nido viene composto da erba secca, poche piume, muschio
Tutte le caratteristiche dell allodola

La caccia al tordo è la caccia principe ma richiede   una preparazione una conoscenza approfondita del volatile. Proviamo a darvene qualcuno


Ogni anno, all’apertura del periodo di caccia, ogni cacciatore prepara con dedizione e passione tutto il possibile per poter cacciare il tordo, un volatile ambito per la sua tenera carne e per la difficoltà nel trovarlo.

La prima cosa da fare è capire bene in quale periodo trovarlo e le zone migliori. Per fare questo vi consigliamo la lettura di questo articolo sulla “Migrazione del Tordo”

Come seconda cosa, prima di partire di casa, è abbastanza importante studiarne tutte le caratteristiche che senz’altro aiutano a trovare il posto giusto.

Appena finito lo studio, passiamo all’azione
E’ praticamente indispensabile un richiamo per il tordo e in circolazione ne esistono parecchi. 
Sicuramente quello del richiamo vivo è uno dei più efficaci. 
Il tordo che viene utilizzato come richiamo è il maschio e viene posizionato nei paraggi dell’appostamento fisso.
Qualche settimana prima l’inizio della caccia è consigliabile mettere il tordo in luoghi affollati e rumorosi per farlo abituare. Il rischio che si corre se non abituiamo il tordo a stare all’aria aperta e in luoghi rumorosi è quello di fargli fare “scena muta” quando ne abbiamo bisogno.

Non esiste un luogo adatto dove posizionarlo; dipende principalmente dalla conformazione del bosco o dello spazio dove stiamo andando a caccia del tordo.
Sicuramente ci sono alcune piccole accortezze da rispettare per ottenere un buon risultato:

Metterlo al centro del bosco
Sopraelevarlo su un bastone in campo aperto 
Allontanarlo da altri richiami per evitare “l’effetto gelosia” e la seguente scena muta

La caccia al tordo, come detto in precedenza, è la caccia di appostamento che prevede l’utilizzo di appostamenti fissi realizzati con cura e calma da ogni gruppo di cacciatori.

Il capanno diventa quindi un elemento fondamentale per la caccia al tordo e la sua cura deve essere quasi maniacale. L’utilizzo di piante, secconi, arbusti rendono il capanno un luogo immerso nel bosco e mimetizzato con l’ambiente circostante.
Gli appostamenti presentano 1 o 2 stanze dove può essere posizionato anche il richiamo per il tordo.

I tordi, generalmente, si posano sui crinali e mai sotto di essi, quindi è meglio appostarsi lateralmente alle direttrici di passo. Evitano di fermarsi sulle piante e prediligono il vento in faccia.
Un’altra posizione adatta è all’interno del sottobosco, nei pressi di ginepri, sambuchi, uva amaranta; il tordo ama particolarmente i cespugli, dove va in cerca di vermi e bacche.

Durante la primavera cercare di mantenere il proprio capanno portando arbusti e legni che faranno da struttura per il periodo di caccia.

Il tordo va in cerca di cibo poco prima dell’alba, quindi è consigliato utilizzare i propri richiami fino, al massimo, alle 10. Una volta passato è rarissimo veder tornare il tordo nel suo appostamento precedente.

Per quanto riguarda la fase di sparo, è consigliabile puntare sempre alla coda e nel caso rimanesse ferito cercare di recuperarlo più velocemente possibile, visto che cerca sempre un riparo quando rimane ferito.

Come ultima indicazione diciamo che la pioggia non ferma il passo del tordo mentre la nebbia sì.

Qua vi diamo alcuni link a richiami elettronici per il tordo

 Vedi tutti i richiami per tordi 


Vi lasciamo, sperando di essere stati utili con queste poche righe e vi consigliamo di iscrivervi al nostro portale per ricevere sconti e promo su tutto i richiami e prodotti in vendita.

Alla prossima

Riassumiamo le caratteristiche principali del tordo bottaccio per poterlo riconoscere al primo colpo


Nome scientifico 
Turdus philomelos

Nome comune 
Tordo Bottaccio

Lunghezza 
20-27 cm

Peso 
70-80gr

Colore
Il piumaggio della testa e del dorso ha generalmente un colore castano-olivastro con sfumature grigiastre sul groppone. La gola ha un color crema con alcune macchie castane in rari casi.
Il petto e il ventre sono di colore bianco-giallastro con macchie ovali brine.

Sesso
E’ molto difficile identificare il sesso del tordo bottaccio a prima vista. Alcuni allevatori ricorrono al “test” manuale per verificarne il sesso.

Abitudini
Il tordo bottaccio è un uccello che predilige i cespugli o i rami bassi degli alberi. Ama l’umidità e la luce tenue tipica del primo mattino, infatti si sposta sempre nelle ore notturne o durante l’alba. E’ rarissimo vederlo svolazzare oltre le ore 10

Cibo
Il tordo bottaccio è un insettivoro-frugivoro e si ciba principalmente di vermi, lombrichi, chiocciole, insetti ma non disdegna bacche di ginepro, olive e altri frutti.
Non si Sto arrivando! da chi abbia preso ispirazione, ma il tordo bottaccio riesce a rompere il guscio della chiocciola contro una pietra per poi gustarne, con tutta calma, il delizioso contenuto.

Zone riproduttive
In Italia sono molto rare le zone riproduttive del tordo bottaccio (solo una piccola zona nelle prealpi o nei grandi boschi dell’appennino), che in genere si trovano nel nord europa. (Leggi anche l'articolo su "la migrazione del tordo bottaccio") 

Riproduzione
Il tordo bottaccio depone in media 4/5 uova che hanno un colore azzurro con piccoli punti neri. Le cova circa 15 giorni e una volta schiuse cresce i suoi piccoli per altri 20, tempo necessario per renderli pronti al primo volo.

Nido
Ama fare il proprio nido sul punto di attacco del ramo a poca altezza dal suolo. In genere il nido ha un diametro di 15 cm ed è realizzato internamente con fango, fili d’erba e foglie mentre esternamente viene rivestito con piume e legni marci in modo da farne un involucro solido.
 
Info grafica che riassume tutte le caratteristiche del tordo bottaccio 
 

La migrazione dei tordi inizia a fine settembre per concludersi a fine novembre. I tordi svernano in Italia, Spagna, Francia e Portogallo e si concentrano in regioni come la Lombardia, il Veneto, la Toscana e la Sardegna.


La migrazione dei tordi è un momento molto importante per chi ne segue i suoi spostamenti e organizza appostamenti per cacciarli, fotografarli, studiarli
 
 
Per prima cosa dobbiamo fare una distinzione, esistono 3 varianti del tordo: il tordo bottaccio (più famoso), il tordo sassello e il tordo cesena.
E’ importante saperlo perché la migrazione dei tordi è differente in base alla variante a cui appartengono: il tordo bottaccio preferisce migrare in solitaria mentre il tordo sassello e il tordo cesena predilige lo spostamento in gruppo.

Il tordo bottaccio rimane sempre la variante più ricercata e più ambita, sia per la difficoltà nel cacciarlo che per la sua carne particolarmente deliziosa.

Il flusso migratorio seguito dal tordo bottaccio e dalle altre varianti del volatile parte dal nord dell’Europa (Irlanda, Grand Bretagna, Svezia) fino ad arrivare alla Spagna, all’Italia e in rari casi anche al nord dell’Iran.

La ricerca di posti più caldi per svernare conduce annualmente il tordo nelle nostre terre. In particolare, il tordo bottaccio si affeziona ai luoghi di svernamento, facilitando il duro lavoro di chi, da settimane si prepara al suo arrivo.
 

I tordi che giungono nelle regioni italiane provengono dall’Europa Centro orientale (Germania, Svezia)

Nidificano principalmente sulle prealpi e sull’Appennino in presenza di grandi boschi. Non cercano mai le alte quote e preferiscono stabilizzarsi in zone collinare o montane non sopra i 1500 mt.

Le regioni dove si registra la più alta affluenza sono la Lombardia e il Veneto, seguite da Toscana e Sardegna.

In genere la migrazione del tordo bottaccio avviene tra la fine di settembre e la fine di novembre e si concentra in particolar modo tra l’ultima settimana di ottobre e la prima di novembre. E’ possibile rivedere il tordo bottaccio in volo durante la migrazione di ritorno che avviene tra dicembre e gennaio.

La distanza che il tordo bottaccio, in particolare percorre mediamente è di 1000 km, ma in alcuni casi può andare ben oltre arrivando anche ad un massimo di 5000 km.

Il tordo sassello, invece, ritarda di circa 20 giorni la sua migrazione rispetto al tordo bottaccio, mentre il tordo cesene si sposta con l’arrivo dei primi freddi.

Questi ultimi preferiscono migrare in gruppo mentre il tordo bottaccio è un solitario e ama spostarsi senza seguire i grandi stormi.

Tutti le varianti del tordo prediligono la notte per i lunghi spostamenti e in alcuni casi proseguono il viaggio anche durante le prime luci del mattino, ma è quasi impossibile trovare un tordo in volo durante il giorno. 

Queste sono le caratteristiche principali della migrazione del tordo bottaccio, tordo sassello e il tordo cesene; Utili per chi va a caccia, per chi cerca di fotografarli, chi li studia e chi invece ama solo vederli svolazzare.

Proseguiremo la nostra ricerca al tordo bottaccio e a tutte le sue varianti dando alcuni consigli per cosa utilizzare per richiamarli e come riconoscerli al primo colpo.

Continuate a seguirci e non esitate a condividere queste utili informazioni anche con i vostri amici.

Saper riconoscere il canto degli uccelli potrebbe essere utile per molti fini nel campo ornitologico, per la caccia fotografica, per il birdwatching o per la caccia


Capita spesso di trovarsi in un bosco, in un canneto o semplicemente in uno spazio aperto e sentire il canto di un uccello, ma non riuscire in nessun modo a riconoscerlo.

Il canto rappresenta per gli uccelli un vero e proprio linguaggio con il quale essi comunicano ai loro simili, ad esempio, situazioni di pericolo o di disagio. Con i loro vocalizzi più accesi corteggiano le femmine e mettono in guardia i rivali
In un parco alla giusta ora si può assistere ad un vero e proprio concerto. Per riuscire a riconoscere almeno qualcuno dei favolosi canti che accompagnano le nostre uscite nella natura, dobbiamo concentrare la nostra attenzione prevalentemente sulle specie che normalmente incontriamo nella zona che frequentiamo. 
Non avrebbe molto senso infatti imparare a riconoscere il canto di un fantomatico uccelletto tropicale che molto probabilmente non ci capiterà mai di incontrare nella vita.

Vediamo insieme quali sono i primi passi per riconoscere il canto degli uccelli.

Per prima cosa bisogna avere una grande propensione all’ascolto, cercare di isolarsi dagli altri suoni e concentrare la mente sul canto dell’uccello che abbiamo trovato o che pensiamo di trovare.

I primi canti che si cerca di imparare sono quelli di merli, fringuelli, passeri e pettirosso; quattro specie molto diffuse e con versi abbastanza netti e distinguibili.

Dopo aver memorizzato i canti degli uccelli sul ”campo” è necessario studiarne le abitudini, gli habitat, i periodi di migrazione e molte altre caratteristiche utili.

Altro aiuto ci arriva dal mondo del web, dove troviamo canti e suoni di uccelli da ascoltare gratuitamente. Vi elenchiamo qua sotto una lista di canti da ascoltare per fare pratica:


In ultimo ci sono molti musei e associazioni che organizzano corsi specializzati con esperti del settore che sicuramente sanno come introdurre ogni appassionato nella delicata pratica del riconoscimento del verso di ogni uccello.

Queste tipologia di caccia al cinghiale prevede l’utilizzo di un altana, uno studio approfondito di ogni abitudine della bestia, un utilizzo, eventualmente, di un cane  ben addestrato e lunghi appostamenti.


Scendendo nel dettaglio possiamo dire che l’utilizzo dell’altana è quasi sempre previsto per garantire a chi caccia di avere una visuale migliore, di sparare dall’alto, di non fare rumore e  di essere visto e rispettato dagli altri cacciatori.

Occorre un cane estremamente collegato al conduttore, che dia la possibilità al cacciatore di tirare a fermo o almeno di posizionarsi sulla probabile via di fuga dell'animale dopo la levata.

All'inizio della caccia si deve procedere sempre cercando la passata notturna dei selvatici, in cui il silenzio e la conoscenza profonda del territorio saranno i principali alleati.

Essendo un tipo di caccia molto delicata, ha bisogno di una conoscenza approfondita sia del territorio che di tutte le abitudini dell’animale, in questo caso il cinghiale.


Le Raccomandazioni per la caccia in solitaria o di appostamento 

I luoghi particolarmente favorevoli sono i seguenti:
 
  • il margine del bosco e le immediate vicinanze delle colture agricole critiche ;
  • le zone direttamente confinanti con i territori dove è in vigore il divieto di caccia ;
  • i bordi delle radure all’interno di un bosco fitto;
  • i passaggi principali utilizzati dai cinghiali (trottoi) ;
  • le vicinanze delle mangiatoie d’adescamento (cfr. scheda «Foraggiamento d’adescamento del cinghiale»)

I principali criteri per la scelta della postazione nella caccia d’appostamento sono:

  • i probabili punti «d’uscita » utilizzati dagli animali (asse che offre il miglior campo visivo possibile)
  • la direzione del vento (sottovento);
  • l’accessibilità alla postazione (accesso senza dover incrociare i passaggi (camminamenti) che vengono utilizzati dai cinghiali).

Consigli per la caccia al cinghiale di appostamento

  • utilizzare binocoli e cannocchiali di puntamento con un grande indice di luminosità, considerato che la caccia d’appostamento si svolge di regola in momenti in cui le condizioni di visibilità non sono ottimali (alba, crepuscolo, notte);
  • attenersi ad una distanza di tiro massima di 80 - 100 m;
  • sparare solamente su di un animale fermo;
  • mirare e colpire alla spalla.

Le abitudini del cinghiale sono differenti tra maschi e femmine, non sono molto attaccati al territorio e spesso si rotolano nel fango per evitare le scottature solari


Il cinghiale è un animale sociale che vive in piccoli gruppi formati da una femmina con i suoi piccoli. Spesso diverse femmine con i propri cuccioli si riuniscono insieme a formare gruppi più grandi di una ventina di individui ed anche più (sono stati osservati gruppi di ben 100 individui). 

I maschi in genere vivono da soli e si uniscono ai gruppi delle femmine solo durante la stagione riproduttiva, il tempo necessario all'accoppiamento. 

Non sono territoriali anche se in genere tendono a restare sempre in una determinata zona, che all'incirca si estende per un centinaio di ettari.

La cura dei piccoli è affidata alle femmine le quali sono disposte a dare la vita pur di difenderli.

Un aspetto molto importante nella vita del cinghiale è rotolarsi nel fango (vedi video sotto) in quanto questa pratica evita le scottature solari, protegge dalle punture degli insetti ed abbassa la temperatura corporea.

Se durante il periodo in cui un cinghiale si rotola beatamente nel fango viene interrotto da un altro cinghiale che vorrebbe cacciarlo, si instaurano delle lotte furibonde fino a quando uno dei due è costretto a darsi alla fuga sopraffatto dalla forza dell'altro.

Il cinghiale selvatico conduce una vita notturna e si muove preferibilmente dal tramonto all'alba.


Modalità di caccia al cinghiale

 
Viene naturale pensare alla caccia al cinghiale in braccata, che chiaramente porta non pochi vantaggi in termini di velocità e comodità ma, da quando la diffusione esponenziale dell’animale ha portato il selvatico ad appropriarsi di nuovi ambiti territoriali anche le abitudini dei cacciatori hanno dovuto adattarsi fino a prevedere la caccia in solitaria o di appostamento.

Nonostante queste nuove tipologie di caccia al cinghiale, rimane quella in braccata o cacciarella la tipologia principale.
La braccata, consiste nell’azione congiunta di uomini e cani che, muovendosi tuttti assieme, portano all’accerchiamento e allo scovo del cinghiale ed al naturale abbattimento.

Nella caccia al cinghiale in solitaria, precedentemente citata, invece è previsto uno studio approfondito sia del territorio che della bestia stessa. 
Viene utilizzato spesso un’altana alta circa 3/4mt, utile per avvistare il cinghiale, non fare rumore, sparare dall’alto verso il basso e, in ultimo anche se non in ordine di importanza, per farsi avvistare dagli altri cacciatori presenti in zona.

Qua sotto vi diamo qualche informazione in più sul cinghiale e la famiglia a cui appartiene.

Classificazione

Regno: Animalia 
Phylum: Chordata 
Subphylum: Vertebrata 
Classe: Mammalia 
Ordine: Artiodactyla 
Famiglia: Suidae
Subfamiglia: Suinae
Genere: Sus 
Specie: Sus scrofa
Nome comune: cinghiale

DATI GENERALI

Lunghezza del corpo 

90 - 180 cm più una coda lunga 30-40 cm

 

Altezza al garrese (1)

55 - 110 cm

 

Peso

50 - 350 kg

 

Durata della vita

15 - 20 anni

Maturità sessuale

8- 10 mesi 

In questo articolo vogliamo svelarvi alcuni trucchi e consigli per la caccia al cinghiale

La veloce diffusione dell’animale ha portato il selvatico ad appropriarsi di nuovi ambiti territoriali e le modalità di caccia si stanno evolvendo per riuscire ad ottenere i migliori risultati. 

Vi consigliamo di leggere anche questo articolo sulle "abitudini e  caratteristiche del cinghiali"

Qua sotto vogliamo elencarvi alcuni consgli e trucchi che vi potranno essere utili quando programmerete una battuta di caccia al cinghiale,

 

L’importanza dei segugi

In una moderna squadra per la caccia al cinghiale la gestione del parco cani e l’armonia tra i canettieri sono condizioni fondamentali perché tutto funzioni a dovere, e si possano vivere battute emozionanti e proficue.

 

Grandi Ausiliari

i migliori risultati arrivano se abbiamo a disposizione grandi ausiliari. Spesso non ne occorrono tanti, bastano un paio di capi muta ben allenati con qualche alfiere di corredo per risolvere al meglio la battuta.

La cosa fondamentale rimane quella di saperli gestire in maniera ottimale

 

Non sottovalutate il cinghiale

Il cinghiale è un animale con una spiccata intelligenza e un sistema sensoriale molto ben sviluppato.

Dato questo per acquisito, cercate di anticiparlo nei suoi movimenti e cercate di ragionare come se foste voi nelle condizioni della bestia che state cercando.

 

Non avere fretta

Appena avvistate il cinghiale, non abbiate fretta di sparare, attendete , molto probabilmente non è da solo, quindi guardatevi intorno in cerca di altri animali. Sarete dispiaciuti se per via della vostra fretta, sparate a un maiale piccolo spaventando così un cinghiale più grande.

 

Scegliete un terreno di colore chiaro

Poetet cercare appostamenti dove è presenta la neve o l’erba secca,tipica autunnale.

 

Osservate la direzione del vento

Cercate di NON stare mai con il vento “di coda” quindi alle spalle. La miglior posizione è quella con il vento che soffia perpendicolarmente a voi

 

Il bagliore della luna

Se andate a cacciare in notturna, cercate sempre di non avere la luna di fronte. Potrebbe accecarvi; anche se il suo bagliore sembra innocuo, averlo negli occhi per varie ore può diventare fastidioso.

 

Attenzione ai rumori

essendo i cinghiali bestie molto intelligenti, hanno sviluppato un sistema sensoriale molto attivo, fino a riconoscere il rumore delle macchine “pericolose” e quello dello struscio del vostro abbigliamento nella radura.

 

I migliori appostamenti

In Inverno è possibile cacciare il cinghiale anche di giorno, quindi il miglior appostamento rimane quello vicino agli alberi da frutto come quercia, faggio, melo selvatico, prugno selvatico e pero. Essi faranno da esca per l’animale che state aspettando.

 

Come sempre speriamo che questo articolo possa esservi utile nelle vostre uscite e vi invitiamo ad iscrivervi alla nostra area riservata o seguirci sulla nostra pagina Facebook

La Caccia alla beccaccia è una tipologia di caccia molto particolare che richiede una lunga preparazione ed uno studio profondo dell’uccello

 

Lo svolgimento di questo tipo di caccia richiede una lunga preparazione e una conoscenza approfondito dell’animale.

Qua vogliamo provare a darvi le informazioni necessarie per arrivare preparati al momento dello sparo, ottenendo il miglior risultato possibile e l’ottenimento di un grande trofeo.

 

Iniziamo con il descrivere le caratteristiche della beccaccia, la sue abitudini e le zone dove è possibile trovarla.

 

Le Caratteristiche della beccaccia:

Migratoria di assoluto pregio, la sua forma è mito del mondo della caccia. La caratterizza un becco a punta di 7–8 cm e un peso di 250-350 g, ha una colorazione mimetica che ben si adatta all'ambiente che frequenta, quindi colore marrone variamente barrato di nero e bianco giallastro. La beccaccia non è caratterizzata da un dimorfismo sessuale certo ma in genere il maschio è meno massiccio e ha i colori lievemente più accesi della femmina

 

Dove è Diffusa:

La Beccaccia è particolarmente diffusa dalle isole Ebridi sino alla Mar del Giappone. Nidifica in tutta la fascia settentrionale, per poi svernare sino ai margini della fascia equatoriale.

Migra da Nord a Sud sul principiare dell’autunno, quando nelle zone di riproduzione a Settentrione le diviene impossibile alimentarsi per le prime nevi e il gelo, compiendo il cammino a ritroso in primavera.

I paesi in cui è maggiormente diffusa sono l’Italia, Spagna, Grecia, Svizzera e tutti i Balcani, in maniera molto tecnica e appassionata. Regno Unito poi, assieme a Bulgaria e Repubbliche Baltiche da poco inserite nell’elenco a causa del turismo venatorio.  

Molto sporadicamente altrove, dove è soggetta a pressione venatoria assai moderata, e a periodi di chiusura, come in certi Lander tedeschi e un po’ in tutti i Paesi Bassi

 

Periodo di Caccia:

Il miglior periodo per la caccia alla beccaccia è quello autunnale e del primo inverno

 

Dopo queste prime informazioni che già preparano ogni cacciatore a questo tipo di caccia, passiamo a qualche consiglio sullo svolgimento della caccia alla beccaccia, l’utilizzo del cane degli strumenti corretti.

 

Svolgimento della caccia alla beccaccia:

Generalmente la caccia ha inizio al mattino, dalle ore 8:00, quando il sole permette di avere una visuale pulita del nostro bersaglio. Poi si prosegue per le ⅞ ore successive.

Generalmente si predilige il periodo che va dalla seconda settimana di ottobre fino alla metà di novembre per cacciare la beccaccia, poichè in questo periodo la densità degli avvistamente aumenta in maniere molto elevata.

Al cadere delle prime foglie dagli alberi la possibilità di avvistare la beccaccia aumenta a causa del loro movimenti migratori.

E’ preferibile aver sondato la porzione di bosco dove andremo a cacciare per muoversi al meglio nei pochi giorni utili che abbiamo a disposiozione.

Nonostante tutto è consigliabile l’utilizzo di un buon GPS,a questo link ve ne consigliamo uno, per evitare di perdersi ma soprattutto per concentrarsi sulla caccia alla beccaccia.

Nel caso ci dovessimo trovare in caccia in un paese estero per la prima volta è necessario l’utilizzo di un GPS.

L’utilizzo del cane è praticamente necessario e viene utilizzato proprio nella caccia da ferma.

 

Che dire, speriamo che queste indicazioni date possano esservi utili per le vostre uscite e riuscire a farvi tornare a casa con un bottino ricco.

 

Nel caso ci vogliate consigliare qualche cosa da aggiungere o qualche imperfezione non esitate a farlo nei commenti di questo articolo.

 

In questa sezione potete trovare tutti i prodotti adatti per la caccia alla beccaccia